Appunti di viaggio

Appunti di viaggio ed evasioni dai luoghi comuni

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Posts tagged: William Least Heat-Moon

Invecchiando

“Un viaggiatore, invecchiando, accumula sulle spalle sempre più viaggi, specialmente quando attraversa il terreno del ricordo in cui si diventa pellegrini del tempo oltre che dello spazio, un luogo dove i paesaggi fisici si fondono con quelli temporali.[…]
Dal momento che ogni giornata vissuta viene sottratta al totale che ci è stato assegnato, le reminiscenze possono costituire la nostra più alta ricompensa: vivere un solo istante un gran numero di volte”

William Least Heat-Moon, “Le strade per Quoz” (2008)

Punti di fuga

Ieri sera, dopo l’ennesima giornata lavorativa, andata al di là del bene e del male, mia moglie mi racconta dell’ultimo libro che sta leggendo e mi dice: ”Credo che questo libro rientra nel genere che prediligi, parla di downshifting, di un manager che ha lasciato tutto per cambiare vita e vivere con poco, ma soprattutto che ha deciso di fare quello che sentiva di fare..”. Il libro era “Adesso basta!” Read more »

Il mio scrittore preferito

Visto che siamo in un blog, in cui qualcuno legge qualcosa, non posso non dedicare un post al mio scrittore preferito.

Si chiama William Least Heat-Moon, americano, mezzo sangue Lakota, che nel corso della sua attività (lunga trent’anni circa) ha scritto solo pochi libri, ma tutti autentici capolavori, in quanto realmente ispirati.

Si chiamava un tempo William Trogdon e insegnava letteratura inglese a Columbia, nel Missouri:  Nel 1978, a trentotto anni, prima di diventare famoso, mentre viveva un rapporto difficile con la moglie da cui era separato, seppe di essere stato licenziato e quasi subito, durante la telefonata fatta per comunicarle la notizia, alla ricerca di un seppur minimo conforto, apprese da lei che era stato scaricato per un suo amico.

Allora, per riappropriarsi della sua dignità, decise di riesumare il nome che gli spettava in quanto di sangue indiano, Least Heat-Moon. Inoltre decise di investire quanto gli era rimasto in un viaggio circolare all’interno degli Stati Uniti a bordo del suo furgoncino Ghost Dancing e di puntare verso est mantenendosi sulle strade secondarie, che nelle vecchie cartine d’America erano segnate in blu, le Strade Blu ("Blue Highways") appunto.

Avevo cominciato a leggere Prateria (Prearie Earth), il secondo della trilogia un’esplorazione palmo a palmo della Chase County in Kansas, l’ombelico degli Stati Uniti in un viaggio fatto a piedi nella contea. Ne avevo sentito parlare nel 1994 nel corso di un programma televisivo dedicato alla letteratura dal titolo Pickwick, del leggere e dello scrivere, condotto da Alessandro Baricco: proprio durante quel programma l’allora conduttore esaltava l’unicità e la particolarità di questo testo, scritto dall’autore con un approccio esplorativo.

Passò qualche anno prima che potessi averlo in mano, perché ne ricordavo a malapena il titolo e non il nome dello scrittore. Finalmente, durante una visita in biblioteca riconobbi la copertina, grazie ad un vago ricordo che avevo nella memoria; cominciai a leggere le note in ultima di copertina: finalmente era arrivato il momento di ricongiungermi con il mio passato.

sulla dignità

Dedicato a tutti quelli che vogliono preservare la propria dignità a tutti i costi, sempre e comunque:

“Quella notte, mentre mi rigiravo nel letto chiedendomi se avrei fatto prima a prender sonno o ad esplorare, ebbi appunto l’idea. Un uomo che non riesce a far quadrare le cose può sempre levare le tende. Può mollare tutto cercando di tirarsi fuori dalla solita vita. Può mandare al diavolo il tran tran quotidiano e correre il rischio di vivere il momento secondo le circostanze. E’ una questione di dignità.”

William Least Heat-Moon, “Strade Blu” (1983)

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