Fu proprio un febbraio di 7 anni fa che, tornato per pochi giorni nel Salento, con una fotocamera Sony DSC P72, che cominciai a scattare le prime foto aventi come soggetto proprio la mia terra.
Era il pomeriggio del 27 febbraio 2004 che uscii con mio padre per fare una sana passeggiata all’aria aperta e respirare la sana aria di mare e avevo cominciato a portare con me la fotocamera per catturare alcune istantanee del mio Salento d’inverno che stava per passare e che stava per lasciare posto alla primavera.
Ricordo che era piovuto fino alla tarda mattinata e nel primo pomeriggio il cielo presentava squarci di sereno con giochi di luce che volevo portare e conservare con me.
Era l’inizio della mia sperimentazione fotografica.
E’ una giornata tipicamente invernale a Milano, fuori fa freddo e c’è anche la neve.
Mi manca così tanto il mio Mar Mediterraneo, proprio adesso, proprio in inverno. Vorrei essere a Castro a sorseggiare un caffé nel bar in piazzetta (quella di un paio d’anni fa).
Ma siamo qui..
La sensazione di pace e benessere che infonde un paesaggio in un pittore è difficilmente descrivibile. Anzi, il pittore usa l’unico mezzo a sua disposizione, l’espressione grafica, per palesarla. Ci sono poi scrittori in grado di mettere su carta queste sensazioni, facendo magari riferimento a luoghi a noi distanti, ma è come se parlassero dei nostri, e le sensazioni da loro provate sono come le nostre.
Questi stralci da romanzi, saggi, o riflessioni, sono tra quelli a me più vicini…
"… Benché gli abitanti stiano accendendo la luce non vedo la vecchia casa di mattoni dei Roniger che è la più vicina: e questo mi fa piacere perché quando vengo qui preferisco che la civiltà inglese, e la disgregazione della prateria da lei perpetrata, siano abbastanza distanti da ridursi a mere ombre confuse…"
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