Appunti di viaggio

Appunti di viaggio ed evasioni dai luoghi comuni

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Category: Punti di fuga

Ancora il Lago di Como, passando da Torno

Sempre lo stesso battello, alla stessa ora, ma destinazione diversa.

Questa volta abbiamo deciso di fare tappa un paio di fermate più in là, rispetto all’ultima gita che era Cernobbio.

Arriviamo a Torno, una gradevole località situata in bella posizione sopra un promontorio di fronte a Moltrasio, ai piedi del monte Bisbino e del Colmegnone.

Il traghetto affianca le paline e il marinaio procede all’ormeggio; mettiamo piede sulla terra ferma, nel cuore del borgo medievale: stretti e serpeggianti vicoli, case con portali in pietra con decorazioni in ferro battuto alle finestre e ai poggioli.

Torno - imbarcoTorno - fiori all'imbarcoTorno - biglietteriaTorno - il porticcioloTorno - barche in seccaTorno - Panorama
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Una gita a Cernobbio

Gran bella giornata ieri.

Passeggiata al lago di Como con famiglia, in una giorno di sole meraviglioso: era da tanto che non facevamo un bagno di luce così.

Poi il traghetto per raggiungere quella splendida perla che è Cernobbio..

Un pomeriggio da incorniciare

La piazzaUn vecchio portoneLa chiesa di San VincenzoPiazza RomaIn piazzettaPontile

Voglia di Mediterraneo

E’ una giornata tipicamente invernale a Milano, fuori fa freddo e c’è anche la neve.

Mi manca così tanto il mio Mar Mediterraneo, proprio adesso, proprio in inverno. Vorrei essere a Castro a sorseggiare un caffé nel bar in piazzetta (quella di un paio d’anni fa).

Ma siamo qui..

Santa Cesarea TermeSpiaggia di OtrantoTramonto ionicoProspettiveCielo

Punti di fuga

Ieri sera, dopo l’ennesima giornata lavorativa, andata al di là del bene e del male, mia moglie mi racconta dell’ultimo libro che sta leggendo e mi dice: ”Credo che questo libro rientra nel genere che prediligi, parla di downshifting, di un manager che ha lasciato tutto per cambiare vita e vivere con poco, ma soprattutto che ha deciso di fare quello che sentiva di fare..”. Il libro era “Adesso basta!” Read more »

Rientro

Dopo 3 giorni di relax siamo rientrati al lavoro. La giornata a Milano è bigia e la voglia piuttosto ridotta, ma tant’è. Facciamo il possibile.

In ogni caso la giornata è impegnativa e non ci sono attimi di respiro.. ma sopravvivremo…

Mi consola solo il fatto che questa “malattia” non colpisce solo me bensì almeno il 90% della popolazione lavorativa.

Il mio scrittore preferito

Visto che siamo in un blog, in cui qualcuno legge qualcosa, non posso non dedicare un post al mio scrittore preferito.

Si chiama William Least Heat-Moon, americano, mezzo sangue Lakota, che nel corso della sua attività (lunga trent’anni circa) ha scritto solo pochi libri, ma tutti autentici capolavori, in quanto realmente ispirati.

Si chiamava un tempo William Trogdon e insegnava letteratura inglese a Columbia, nel Missouri:  Nel 1978, a trentotto anni, prima di diventare famoso, mentre viveva un rapporto difficile con la moglie da cui era separato, seppe di essere stato licenziato e quasi subito, durante la telefonata fatta per comunicarle la notizia, alla ricerca di un seppur minimo conforto, apprese da lei che era stato scaricato per un suo amico.

Allora, per riappropriarsi della sua dignità, decise di riesumare il nome che gli spettava in quanto di sangue indiano, Least Heat-Moon. Inoltre decise di investire quanto gli era rimasto in un viaggio circolare all’interno degli Stati Uniti a bordo del suo furgoncino Ghost Dancing e di puntare verso est mantenendosi sulle strade secondarie, che nelle vecchie cartine d’America erano segnate in blu, le Strade Blu ("Blue Highways") appunto.

Avevo cominciato a leggere Prateria (Prearie Earth), il secondo della trilogia un’esplorazione palmo a palmo della Chase County in Kansas, l’ombelico degli Stati Uniti in un viaggio fatto a piedi nella contea. Ne avevo sentito parlare nel 1994 nel corso di un programma televisivo dedicato alla letteratura dal titolo Pickwick, del leggere e dello scrivere, condotto da Alessandro Baricco: proprio durante quel programma l’allora conduttore esaltava l’unicità e la particolarità di questo testo, scritto dall’autore con un approccio esplorativo.

Passò qualche anno prima che potessi averlo in mano, perché ne ricordavo a malapena il titolo e non il nome dello scrittore. Finalmente, durante una visita in biblioteca riconobbi la copertina, grazie ad un vago ricordo che avevo nella memoria; cominciai a leggere le note in ultima di copertina: finalmente era arrivato il momento di ricongiungermi con il mio passato.

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