venerdì 3 settembre 2010
      Registrazione
      Accedi
   
  Ex voto/Progetto - Mostra onomastica  

millenovecentocinquantacinque

Primogenito di una umile famiglia contadina "Chiamiamolo Antonio" - dissero i miei, per onorare la memoria di un parente disperso in guerra Nessuna lode è pari a tanto nome Il Suo nome suona venerato sulla bocca di tutti Lo porto, felicemente, da cinquant'anni

duemilacinque

Celebrare il traguardo di questa tappa dell'esistenza con una Mostra onomastica. Questa l'idea iniziale!
Una affannosa ricerca nelle memorie personali e collettive. Ricordi di un'infanzia intrisa di religiosità popolare. educato da madre e zie alla frequentazione di messe, liturgie, litanie e rosari.
Poi puntualmente a giugno, una voce con indicibile dolcezza mi ripeteva: "Sant'Antonio giglio giocondo / nominato per tutto il mondo / chi lo tiene per suo Avvocato / da Sant'Antonio sarà aiutato". Questa semplice cantilena ha dato il via al progetto-mostra onomastica. Si Quaeris... (Se cerchi...)
 
Ed io ho cercato, e tanto ho trovato, riscoprendo un piccolo mondofatto di neri breviari imbottitti da santini, filastrocche, motti e detti, litografie in vecchie cornici, un bimbo col saio (consacrazione per grazia ricevuta), l'abbonamento al "Messagero" di Padova, infine uno stendardo con frangia e pennacchi da appendere sul letto. Ed ecco l'idea che riassume tutto ciò! La rivistazione di un oggetto devozionale "rubando" dall'iconografia antoniana i più umili ma significativi ritratti del Santo, singolare Maternità al maschile! Completate dall'inserimento dei motti, filastrocche e canti. Riscoperta di una venerazione e un culto radicato, omaggio ad un Santo dall'immensa umiltà e intelligenza.
 
Grazie Sant'Antonio! - dedicato a tutti coloro che portano questo nome -

millenovecentocinquantacinque

Primogenito di una umile famiglia contadina "Chiamiamolo Antonio" - dissero i miei, per onorare la memoria di un parente disperso in guerra Nessuna lode è pari a tanto nome Il Suo nome suona venerato sulla bocca di tutti Lo porto, felicemente, da cinquant'anni

duemilacinque

Celebrare il traguardo di questa tappa dell'esistenza con una Mostra onomastica. Questa l'idea iniziale!
Una affannosa ricerca nelle memorie personali e collettive. Ricordi di un'infanzia intrisa di religiosità popolare. educato da madre e zie alla frequentazione di messe, liturgie, litanie e rosari.
Poi puntualmente a giugno, una voce con indicibile dolcezza mi ripeteva: "Sant'Antonio giglio giocondo / nominato per tutto il mondo / chi lo tiene per suo Avvocato / da Sant'Antonio sarà aiutato". Questa semplice cantilena ha dato il via al progetto-mostra onomastica. Si Quaeris... (Se cerchi...)
 
Ed io ho cercato, e tanto ho trovato, riscoprendo un piccolo mondofatto di neri breviari imbottitti da santini, filastrocche, motti e detti, litografie in vecchie cornici, un bimbo col saio (consacrazione per grazia ricevuta), l'abbonamento al "Messagero" di Padova, infine uno stendardo con frangia e pennacchi da appendere sul letto. Ed ecco l'idea che riassume tutto ciò! La rivistazione di un oggetto devozionale "rubando" dall'iconografia antoniana i più umili ma significativi ritratti del Santo, singolare Maternità al maschile! Completate dall'inserimento dei motti, filastrocche e canti. Riscoperta di una venerazione e un culto radicato, omaggio ad un Santo dall'immensa umiltà e intelligenza.
 
Grazie Sant'Antonio! - dedicato a tutti coloro che portano questo nome -
   
  Antonio Chiarello  
   
  Un artista salentino  
"Vive in un eremo del basso Salento: Ortelle.
Adora il sole e la sua Terra.
Dipinge e fotografa.
Spesso e volentieri ama librarsi in voli pindarici con:
poesie, cartoline, fiori, libri, nuvole, brochure, aquiloni, gabbiani, lune.
..Sogni!

Una moglie e due figli lo riportano poi con i piedi per terra."
   
  Febbraio 2005  

Ho deciso di trascorrere l'ultimo fine settimana di febbraio ad Ortelle, per staccare un po' dalla monotonia della vita metropolitana.
Nel pomeriggio di sabato, come già concordato, mi reco a trovare Antonio Chiarello, che mi accoglie nel suo studio-laboratorio.
E' un'occasione di approfondimento per me, in quanto ho modo di conoscere la tecnica pittorica dell'acquerellista salentino.

Antonio Chiarello è una persona speciale, come ce ne sono davvero poche, caratterizzato dal dono non comune dell'umiltà, accompagnato dalla giusta consapevolezza del proprio valore.

Osservatore acuto e attento di tutto ciò che lo circonda, sfugge a qualunque definizione: anche a quella di artista, la definizione riportata dal suo biglietto da visita.
Sempre coerente con se stesso e le sue idee ha deciso di dedicare la sua vita a fare quello che più gli piace, dedicando anima e corpo a custodire e ad esaltare i valori della sua (nostra) terra: arte, storia, tradizione salentina.

E' uno spirito libero, un libero pensatore, secondo una vocazione che nasce nell'intimo, frutto della necessità di non fermarsi davanti all'effimero, e del desiderio di andare oltre per cercare di carpire l'essenza della realtà salentina che lo circonda, coglierne i tratti più belli e caratteristici e offrirli all'attenzione dello spettatore, anche del più distratto.

Credo di non sbagliare nel ritenere che grazie al suo impegno sia ancora possibile conoscere e accedere a frammenti di cultura popolare ortellese e salentina che altrimenti non ci sarebbero più. Grazie al suo lavoro, a volte da certosino, è riuscito a dare lustro ad Ortelle e al Salento, sia con i suoi acquerelli sia con la fotografia: è molto facile imbattersi in alcuni suoi ritratti fotografici degli angoli più suggestivi del Salento, sfogliando qualche rivista o opuscolo divulgativo.

Ed è in questo contesto che va inquadrato il suo ultimo grande lavoro, (offerto al pubblico all'inizio dell'estate), lavoro del quale comincia a parlarmi mentre insieme discorriamo di tecnica e materiali.
Nel suo laboratorio, Antonio mi parla del suo progetto sul quale ha cominciato a lavorare da poco, e che intende portare avanti nei mesi che seguiranno. Sa che ne verrà assorbito fino al giorno dell'inaugurazione.
Mi parla del suo desiderio di preparare una mostra dedicata a Sant'Antonio, il santo di cui porta il nome: mi fa vedere uno schizzo preparatorio su una tavola, in cui ne sono riportati con pastello azzurro i tratti principali della figura, tratti che faranno da linea guida per la successiva stesura successiva del colore.

E' già stata fissata la data di inaugurazione, che non a caso avverrà in concomitanza con la festa del Santo, il 13 giugno.

Faccio quattro conti con il calendario alla mano, annoto mentalmente quella data, sperando vivamente di poter esserci anch'io.

Ho deciso di trascorrere l'ultimo fine settimana di febbraio ad Ortelle, per staccare un po' dalla monotonia della vita metropolitana.
Nel pomeriggio di sabato, come già concordato, mi reco a trovare Antonio Chiarello, che mi accoglie nel suo studio-laboratorio.
E' un'occasione di approfondimento per me, in quanto ho modo di conoscere la tecnica pittorica dell'acquerellista salentino.

Antonio Chiarello è una persona speciale, come ce ne sono davvero poche, caratterizzato dal dono non comune dell'umiltà, accompagnato dalla giusta consapevolezza del proprio valore.

Osservatore acuto e attento di tutto ciò che lo circonda, sfugge a qualunque definizione: anche a quella di artista, la definizione riportata dal suo biglietto da visita.
Sempre coerente con se stesso e le sue idee ha deciso di dedicare la sua vita a fare quello che più gli piace, dedicando anima e corpo a custodire e ad esaltare i valori della sua (nostra) terra: arte, storia, tradizione salentina.

E' uno spirito libero, un libero pensatore, secondo una vocazione che nasce nell'intimo, frutto della necessità di non fermarsi davanti all'effimero, e del desiderio di andare oltre per cercare di carpire l'essenza della realtà salentina che lo circonda, coglierne i tratti più belli e caratteristici e offrirli all'attenzione dello spettatore, anche del più distratto.

Credo di non sbagliare nel ritenere che grazie al suo impegno sia ancora possibile conoscere e accedere a frammenti di cultura popolare ortellese e salentina che altrimenti non ci sarebbero più. Grazie al suo lavoro, a volte da certosino, è riuscito a dare lustro ad Ortelle e al Salento, sia con i suoi acquerelli sia con la fotografia: è molto facile imbattersi in alcuni suoi ritratti fotografici degli angoli più suggestivi del Salento, sfogliando qualche rivista o opuscolo divulgativo.

Ed è in questo contesto che va inquadrato il suo ultimo grande lavoro, (offerto al pubblico all'inizio dell'estate), lavoro del quale comincia a parlarmi mentre insieme discorriamo di tecnica e materiali.
Nel suo laboratorio, Antonio mi parla del suo progetto sul quale ha cominciato a lavorare da poco, e che intende portare avanti nei mesi che seguiranno. Sa che ne verrà assorbito fino al giorno dell'inaugurazione.
Mi parla del suo desiderio di preparare una mostra dedicata a Sant'Antonio, il santo di cui porta il nome: mi fa vedere uno schizzo preparatorio su una tavola, in cui ne sono riportati con pastello azzurro i tratti principali della figura, tratti che faranno da linea guida per la successiva stesura successiva del colore.

E' già stata fissata la data di inaugurazione, che non a caso avverrà in concomitanza con la festa del Santo, il 13 giugno.

Faccio quattro conti con il calendario alla mano, annoto mentalmente quella data, sperando vivamente di poter esserci anch'io.

   
Privacy      Condizioni d'uso      Copyright 2007 by LibereCreazioni.net